O Clássico ... Benfica - Porto, molto più di una partita.


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SL Benfica

"Il calcio è un gioco ma è anche un fenomeno sociale. Quando miliardi di persone si interessano ad un gioco, esso cessa di essere soltanto un gioco".  S. Kuper

 


Una rivalità storica


Benfica contro Porto non è solo una partita di calcio, è ormai storia e cultura popolare di una nazione, una sfida che prosegue incessante dal 28 Aprile 1912, giorno in cui, per la prima volta, le Aquile ( Benfica ) e i Dragoni ( Porto ) hanno incrociato i loro destini. Dopo oltre un secolo, dopo 236 match, dopo 717 goal segnati ... la rivalità è ancora viva e forse ancor più forte dell'inizio del secolo scorso.

 

Sicuramente Benfica e Porto sono i due club più importanti nel panorama nazionale portoghese, ma dietro il comprensibile "odio" sportivo si nascondono gli elementi di rivalità legati alla crescita della città di Oporto nella prima metà del XX secolo che misero in discussione il ruolo di città di cosmopolita ed internazionale occupato da sempre da Lisbona. Negli anni le vicende sportive hanno preso il sopravvento nell'alimentare la sfida, ma ancora oggi sono vivi elementi extra-calcisitici come ad esempio le reciproche accuse di vicinanza al regime salazariano.


Passione e spettacolo


Lo stadio del Benfica, Estadio da Luz, si trova non lontano dal centro, raggiungibile con la linea azzurra della metro. Man mano che ci avviciniamo alla fermata Altos dos Moinhos le magliette rosse e le sciarpe con lo stemma dell'aquila aumentano, ma una volta riaffiorati in superficie la passione della gente del Benfica si percepisce in tutta la sua forza... tra bar e bancarelle, una marea rossa intona cori a squarciagola. 

Seguiamo la mare rossa e finalmente la figura bellissima dell'Estadio da Luz si vede in lontananza illuminata e pronta per il grande evento. 

Raggiungiamo lo spazio antistante i cancelli chiacchierando con un tifoso sorpreso dalla presenza di stranieri e fiducioso per la vittoria ma è arrivati di fronte agli ingressi che rimaniamo sbalorditi ... cori a non finire, tifosi che saltano e cantano tutti rigorosamente vestiti in completo rosso e sciarpa ... la gara è estremamente sentita e lo si nota anche dall'imponente dispiego di forze dell'ordine nella zona.



Dopo una foto di rito con la statua della Pantera Nera, Eusebio, il più grande giocatore della storia del Benfica e del Portogallo, superiamo agilmente i controlli prima di entrare e lì comincia lo spettacolo! 

Come sempre nelle grandi partite sentite, la magia prima che in campo è sugli spalti, con oltre 64.000 tifosi che gremiscono le gradinate di un impianto da gioco davvero bellissimo.

 

Il tifo si accende al momento del rituale del volo di Águia Vitória, aquila mascotte dei padroni di casa, e diventa bollente durante l'inno del Benfica e poco prima del fischio di inizio rendendo chiara la ragione del motto: E pluribus unum.



 

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