Al Ain: Cosa vedere

storia e tradizione degli emirati arabi


Al Ain - Mercanti di Cammelli

Al Ain probabilmente non è una meta turistica particolarmente nota, almeno per noi non lo era fino a quando non abbiamo iniziato a leggere un po' di più sugli Emirati Arabi, eppure è una città molto interessante e lontana anni luce dallo stile di vita e dai grattacieli di Abu Dhabi sebbene disti poco meno di due ore in auto.

 

Due notti sono probabilmente l'ideale per visitare le varie attrazioni, ma anche rimanendo solo un giorno si possono comunque fare cose interessanti.


al ain - Dove dormire e mangiare


Abbiamo prenotato presso il Ayla Hotel ( Link ) pagando AED 411 ( circa € 100 ) per una notte in un camera doppia davvero bella, ampia, con mini salottino e abbastanza vicina alle principali attrazioni.

 

Per quanto riguarda il cibo, se volete mangiare locale spendendo in maniera onesta vi consigliamo il Golden Sheep, situato sul vialone centrale di Al Ain. Molto buono l'hummus e deliziosa la Kunafa ( un dolce a base di pasta phillo e crema di latte ). Le porzioni, come in quasi tutti i ristorati degli emirati, sono particolarmente abbondanti.



al ain - principali attrazioni


Al Ain è una città millenaria abitata da oltre 4000 anni grazie alla presenza di oasi che consentivano la vita. La sua lunga la storia la rende una delle mete principali degli Emirati tanto da ospitare alcuni siti Patrimonio Unesco. La città ha, inoltre, dato i natali allo Sceicco Zayed Al Nahyan, padre della patria, cosa che ha aiutato la rinascita e l'ammodernamento nel corso degli ultimi decenni.

 

L'atmosfera che si respira lungo le strade di Al Ain è anni luce differente dal mondo di Abu Dhabi e per capire meglio di cosa parliamo vi conviene fare un salto al Suq dei Cammelli, situato leggermente fuori città nei pressi del Bawadi Mall. Questo posto è quanto ci si aspetta dall'Arabia: sabbia, polvere, cammelli, bestiame, mercanti, contrattazioni animate ed il deserto in lontananza. Il primo impatto può creare qualche timore poiché sarete molto probabilmente gli unici turisti, ma non preoccupatevi i mercanti sono molto disponibili e, pur non parlando in alcun modo l'inglese, vi inviteranno a fotografare il loro bestiame. Tra una foto e l'altra vi accorgerete di aver passato almeno un'ora in questo mercato dove si riscoprono le vere caratteristiche dell'Arabia beduina. 

Un consiglio: visitatelo al mattino quando il mercato è più animato rispetto a quanto avviene nelle ore più calde o alla sera.

 

Un po' più turistico rispetto a quello dei Cammelli è il Suq di Al Qattara. Costruito ad inizio XX secolo, il suq è stato interamente restaurato in modo molto interessante ed oggi non solo ospita numerose bancarelle che offrono i prodotti più svariati, ma è anche sede di mercati dell'artigianato da Ottobre a Novembre e intrattiene i suoi avventori con spettacoli folkloristici. Il Suq è collegato con il Al Qattara Fort, oggi divenuto il centro artistico di Al Ain. Vi consigliamo di visitare questo posto nel pomeriggio quando è maggiormente frequentato anche per via delle varie attività, noi sfortunatamente siamo potuti passare solamente al mattino e lo abbiamo visto abbastanza deserto per quanto comunque interessante.



Tornando verso il centro visitate con calma il Al Jahili Fort, costruito dallo Sceicco Zayed I alla fine del XIX secolo ed edificio più antico della città. Nato originariamente con scopi difensivi per la protezione dei preziosi palmeti circostanti, oggi è visitabile gratuitamente ed ospita una mostra sulla traversata del Rub Al Khali effettuata dall'esploratore britannico Sir Wilfred Thesiger. E' sicuramente una visita piacevole che vi porterà via al massimo un'oretta. 

 

Sempre per rimanere in tema di storia, praticamente dall'altro lato della strada sorge il Al Ain Palace Museum. Sebbene lo stile architettonico richiami molto il Al Jahili Fort, la costruzione di questo palazzo risale al 1937 per volere dello Sceicco Zayed bin Sultan, padre della patria, che lo utilizzò fino al 1966 come residenza estiva. Anche in questo caso la visita è gratuita e comprende la scoperta della vita quotidiana della famiglia reale grazie alla ricostruzione degli spazi abitativi all'interno del palazzo.

 

Per chiudere la visita culturale della città potete dedicare un po' di tempo al Al Ain National Museum dove per soli AED 3 potrete accedere a reperti archeologici e illustrazioni sulla storia e la cultura delle popolazioni che nelle varie epoche hanno abitato gli Emirati Arabi.

Al Ain non è solo storia e mercati, Al Ain è anche natura! La città sorge infatti ai piedi della seconda cima di tutti gli Emirati: lo Jebel Hafeet che dall'alto dei suoi 1240m sul livello del mare domina il deserto che lo circonda. La strada per raggiungere la cima è nuova ed asfaltata e, di tanto in tanto, ci sono bei punti panoramici dove potersi fermare. Il tramonto è sicuramente il momento migliore per poter godere di un spettacolo naturale, salvo che non troviate la nostra stessa forte foschia che limita di molto la visibilità.

 

Al Ain è, però, principalmente famosa per la sua Oasi, situata vicino al National Museum. Un palmeto infinito, irrigato secondo un sistema di oltre 3000 anni, dove trovare refrigerio nelle ore più calde o semplicemente camminare immersi nella natura.

 

Infine, se vi rimane del tempo, potete andare alla scoperta dell'Al Ain zoo, che dicono essere estremamente ben fornito e variegato, oppure spostarvi al giardino archeologico di Hili.


Il bello di Al Ain


Al di là delle sue attrazioni, sicuramente interessanti, il bello di Al Ain sta nella sua autenticità, sta nelle centinaia di sartorie che troverete lungo i viali centrali dove sono esposti tessuti bianchi per la kandura ( abito tradizionale maschile ) o nerissimi per l'abaya ( abito tradizionale femminile ), il bello sta nelle profumerie dove al posto delle marche occidentali si possono trovare ancora ampolle ripiene di intrugli dai colori sgargianti e dai profumi inebrianti... insomma il bello sta nel fatto che Al Ain è una città in cui il velo di modernità ed opulenza che avvolge gli Emirati Arabi sembra leggermente scivolare, mostrando l'anima più tradizionale.


fede & marco

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